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12 novembre 2015 ZORAN , il mio nipote scemo

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Zoran, il mio nipote scemo
Zoran, il mio nipote scemo

ZORAN  IL MIO NIPOTE SCEMO 


Una commedia punteggiata da siparietti che si beve e lascia nel finale in bocca un sapore amabile e rotondo


Paolo Bressan trascorre le sue giornate da Gustino, gestore di un'osteria in un piccolo paese vicino a Gorizia. Un quarantenne alla deriva, cinico e misantropo, professionista del gomito alzato ma anche della menzogna compulsiva, che lavora di malavoglia in una mensa per anziani e insegue senza successo l'idea di riconquistare Stefania, la sua ex moglie. Ma le cose cambiano con l'entrata in scena di Zoran, un quindicenne occhialuto lasciatogli in"eredità"da una lontana parente slovena, che parla in modo strano e sembra anche un po’ ritardato. Scopre così di essere zio, e la cosa lo disgusta. Solo quando si accorge che suo nipote Zoran è un vero fenomeno a lanciare le freccette, si ricrede. Ogni anno si svolgono i campionati mondiali di freccette con un montepremi di 60mila euro e Paolo non ha nessuna intenzione di lasciarsi scappare questa opportunità. Grazie a Zoran comincia a pensare di poter fare finalmente centro nella sua vita... Ci riuscirà? Una cosa è certa: Paolo s'è svegliato da un letargo che durava da sempre e ha iniziato a inseguire un riscatto personale. Ma Paolo l'inaffidabile, Paolo l'insopportabile, Paolo l'alcolista, prima di vincere qualsiasi gara di freccette, sarà in grado di sconfiggere se stesso?

GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2013
REGIA: Matteo Oleotto
SCENEGGIATURA: Daniela Gambaro, Pierpaolo Piciarelli, Matteo Oleotto, Marco Pettenello
ATTORI: Giuseppe Battiston, Teco Celio, Rok Prašnikar, Roberto Citran, Marjuta Slamic, Riccardo Maranzana, Sylvain Chomet

FOTOGRAFIA: Ferran Paredes Rubio
MONTAGGIO: Giuseppe Trepiccione
MUSICHE: Antonio Gramentieri
PRODUZIONE: Transmedia, Staragara
DISTRIBUZIONE: Tucker Film
PAESE: Italia, Slovenia
DURATA: 106 Min




Marzia Gandolfi
Paolo Bressan è un uomo cinico col vizio del vino e della menzogna, con cui mette in difficoltà il prossimo e prova a riconquistare la sua ex moglie. Occupato presso una mensa per anziani, è svogliato e sgraziato con gli amici del paese che gli danno ricovero nelle difficoltà, contenendone l'incontinenza e la boria. Tra un bicchiere di vino e un piatto di gulash, 'eredita' un nipote da una lontana zia slovena, a cui dovrà dare ospitalità il tempo necessario perché la burocrazia faccia il suo corso e il ragazzo si stabilisca in una casa-famiglia. Zoran, adolescente naïf nascosto dietro un paio di grandi occhiali, è un ragazzino colto che parla un italiano aulico e gioca bene a freccette. Accortosi molto presto del talento del nipote nel lanciare e colpire sempre il centro, Paolo è deciso a sfruttarne la disposizione, iscrivendolo al campionato mondiale di freccette. Spera in questo modo di vincere sessantamila euro e di sistemarsi per sempre lontano dalla provincia friulana. Niente andrà come previsto e Paolo farà finalmente i conti con se stesso e coi sentimenti degli altri.
Opera prima di Matteo Oleotto, Zoran, il mio nipote scemo si svolge in un piccolo paese della provincia friulana che, come quella di Andrea Molaioli contempla 'lo scemo del villaggio' ma declina la storia in commedia. 'Alterato' da uno sguardo etilico, Zoran, il mio nipote scemo descrive un territorio e un soggetto che il regista goriziano conosce bene, dedicandosi alle vigne e al vino nel tempo libero. E il vino è senza dubbio la materia di cui è fatto il film di Oleotto e il sogno del suo protagonista.
Praticando leggerezza e sorriso, Zoran, il mio nipote scemo gravita intorno a due nodi narrativi, il caso e l'occasione. Il caso, la morte improvvisa di una zia dimenticata e forse mai conosciuta, offre al Bressan di Giuseppe Battiston l'occasione di dare una svolta alla propria vita, trasformandola, nell'epilogo, in esperienza di vita. A innescare il gioco è un ragazzino che riuscirà a 'invischiare' uno zio ruvido e ubriacone in qualcosa che Paolo Bressan non aveva previsto e che ha a che fare con la riscoperta dei sentimenti e dell'amore.
Punteggiata da siparietti, risate grasse e gomiti alzati, la commedia di Oleotto si muove al ritmo di una canzone popolare, zeppo di "buone cose di pessimo gusto". Libero e svagato, poggia come tralcio alla vite sulle spalle larghe di Giuseppe Battiston, a cui Oleotto affida un personaggio bisbetico, che conferma e rinnova all'attore il consenso del proprio pubblico. Rok Prašnikar, efficace e intenso alla sua prima prova, resiste a un personaggio fuor di misura e a uno zio cialtrone, che infila osterie e scorciatoie. La scrittura caricaturale e l'eccessivo buonismo annullano tuttavia la candida percezione della vita del nipote Prašnikar, che tutt'altro che scemo riassorbe e in qualche occasione neutralizza la sfacciata (e villana) piacioneria dello zio Battiston. Come un buon vino friulano, Zoran, il mio nipote scemo si beve e lascia nel finale in bocca un sapore amabile e rotondo.







VINI PROPOSTI DURANTE LA DEGUSTAZIONE

TERZA SERATA



 
 
Sandi Skerk
"Dietro ad un vino un'anima"... ogni uomo ha bisogno di emozioni, soddisfazioni e gioie. Ho riscoperto sempre di più tali valori quando ho cominciato a coltivare e produrre vini secondo natura, che mi hanno avvicinato alle mie origini e al profondo legame con la mia terra, il Carso, posto dove sono nato e cresciuto".  Sandi Skerk
L'Azienda di Sandi Skerk  è situata a Prepotto, una piccola località nel Comune di Duino Aurisina.
Possiede
sette ettari di vigneto, nell'Altopiano Carsico, a 250 metri sul livello del mare. zone impervie e poco accessibili che godono di un clima mite e temperato, dovuto alla vicinanza del mare. Il terreno è rosso, brullo e sassoso, ricco di calcare e di ferro.
In vigna niente trattamenti invasivi grazie alla bora che contribuisce a mantenere l'uva "asciutta", quindi difficilmente sottoposta ad attacchi di muffe.
In cantina, una grotta scavata nella roccia calcarea, i vini si affinano nelle botti di legno sui sedimenti nobili, seguendo un processo naturale, senza chiarifiche e filtrazioni.
Coltiva prevalentemente vitigni autoctoni come la Vitovska, la Malvasia e il Terrano.
Fine modulo
TERAN 2012
Il vitigno è un stretto parente della famiglia dei refoschi, prodotto solamente nella zona del Carso.
VIGNETO: ceppi/Ha 8000 - ALLEVAMENTO: guyot semplice e doppio - ANNO DI IMPIANTO: 1975/'97 - RESA PER ETTARO: 40-45 q/Ha - TERRENO: terra rossa ricca di silicati di ferro - VENDEMMIA: manuale in cassetta con selezione in vigna nella seconda decade di settembre
VINIFICAZIONE: dopo il diraspamento viene effettuata la macerazione a contatto con le bucce per un periodo di 25 giorni in tini di legno di media grandezza con immersione del cappello per 4-5 volte al giorno
MATURAZIONE: dopo la separazione dalle bucce il vino viene affinato nelle botti di legno medio e piccole dove rimane sui sedimenti nobili per un periodo di 12 mesi; in seguito viene assemblato sempre nelle botti di legno di 2.500 lt. dove si decanta senza chiarifiche e filtrazioni - AFFINAMENTO: in vetro per 4-6 mesi
ESAME ORGANOLETTICO: colore rosso rubino intenso dal profumo di frutti di bosco: mirtillo, lampone, ribes nero
Dario Princic
Dario Prinčič è uno dei punti di riferimento della viticoltura nel Collio Friulano, uno dei talenti della zona magica di Oslavia. Pensate solo a Gravner, La Castellada, Radikon, Primosic e non solo.
I sui sono vini "emozionali", li definirei come "il trionfo di un grande direttore d’orchestra nella esecuzione perfetta di un’opera ... musica per i nostri sensi.
6 ettari, situata ai piedi delle montagne che segnano il confine con la vicina Slovenia, da dove si possono vedere le due Gorizia, quella italiana e quella slovena.
I bianchi, da quelle parti, si concepiscono macerati: ovvero fermentazione a contatto con le bucce, come fossero rossi. Macerazioni tra i dieci giorni e il mese abbondante. Poi acciaio, botte grande e talora barrique (mai nuova).
Produce i suoi vini senza usare la chimica sia in vigneto che in cantina.
JAKOT - Tocai Venezia Giulia IGT
CARATTERISTICHE
Tipologia: vino bianco macerato - Uve: Tocai 100% - Età delle viti: 8 anni
Suolo: ponca mista argilla -Altitudine: 130 m/slm
Estensione del vigneto: 1 ha - Tipo d’impianto: guyot - Produzione media per ettaro: 35 q.li
Bottiglie prodotte: 1500-2000 - Vendemmia: manuale - Lieviti: indigeni
Filtrazione: nessuna - Affinamento: due anni in botti di legno. - Solforosa totale: 18-20 mg/l
Movia
''Sii autentico, rispetta Madre Natura e non ostacolarla nel suo corso'' questo è il loro stile di vita.
L'artefice dell'azienda che ha le sue origini nel lonatno 1700 è Ales Kristančič , alcuni lo chiamano anche "maestro Ales" perché da quelle parti ha fatto scuola introducendo nuove filosofie produttive. Ales è un personaggio a dir poco vulcanico il suo lavoro, le sue idee sono in continua evoluzione. Non è mai soddisfatto del risultato ottenuto. Ogni anno prova, sperimenta, sempre alla ricerca del "più naturale possibile".
La vendemmia per esempio. Da noi spesso le uve vendemmiate rimangono ore nelle ceste se non addirittura nel cassone del rimorchio, a volte anche fino al giorno dopo.
Ales ha determinato un sistema per ridurre al massimo il tempo che trascorre dal momento della vendemmia al momento della fermentazione, perché durante questo ore possono partire delle fermentazioni incontrollate e indesiderate che potrebbero compromettere il risultato finale, richiedendo poi interventi in cantina per riequilibrare il tutto. Oggi Ales è al di sotto delle due ore.
"Dopo la fermentazione segue la maturazione nelle botti di legno con i sedimenti naturali, in questo modo il vino compie tutti i processi e trasformazioni senza travasi e aggiunte di nessun tipo di prodotti chimici o conservanti . Diventa sano e stabile in modo naturale, in grado di durare una nostra vita". Ales Kristančič
22 ettari di terra, di cui la metà copre il suolo del Collio Italiano
La proprietà Movia ha i suoi inizi nel lontano 1700. Soltanto dopo il matrimonio nell'anno 1820 diventa patrimonio della famiglia Kristančič.
Annata: 2012 - Vitigno: Ribolla 100% - Tipo di impianto: Mono Guyot - Età media del vigneto: 66
Viticoltura: Biologica Vinificazione: Vendemmia tardiva, a mano, con tempi brevissimi fra la vite e la fermentazione di massimo due ore. Avvio della fermentazione con lieviti naturali, selezionati dalla stessa uva racccolta in prevendemmia (5 %). Già in fermentazione viene messo nelle botti di legno.
Affinamento: maturazione 2 anni nelle botti di legno francese barrique 220 l e affinamento in bottiglie da 0,75 l per 4mesi.  - Anidride solforosa (SO2 ) totale: meno di 50 mg
Biodinamica: bio che vuol dire vita. Dinamica o dinamismo stanno a indicare una crescita, una accelerazione, uno stimolo alla vita.
Dalla primavera all'autunno assistiamo, spesso senza esserne consapevoli, alla materializzazione operata dalle piante. Provate ad osservare un vigneto in primavera e poi in autunno. Le gemme iniziali sono diventate  rami, foglie e frutti, e parliamo di diverse tonnellate per ettaro. Tutto questo grazie all'eco sistema, ovvero il vitigno, il clima ed il terreno, perché la pianta, tramite la fotosintesi, recepisce tutte le specificità del luogo. Ma in questo eco-sistema entra anche l'uomo, il viticoltore, con la sua passione.
Sì perché è la passione che elabora il sapere, per la quale si mettono alla prova le proprie abilità e i propri desideri di conoscere concretamente un altro mondo, poco tangibile ma molto reale, quello degli odori, dei sapori, degli equilibri e delle armonie.
Ma per scoprire ed apprendere, ovvero acquisire la consapevolezza di tutto ciò, occorre essere curiosi.

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