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5 novembre 2015 VINODENTRO

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VINODENTRO
VINODENTRO

VINODENTRO 


Film con un sapore da commedia e una corposa fragranza nera con retrogusto misterioso


Per Giovanni Cuttin tutto è cominciato con il primo sorso di vino della sua vita, un "Marzemino", citato da Lorenzo Da Ponte nel suo libretto per il "Don Giovanni" di Mozart. Nell'istante in cui assapora quel nettare rossosangue Giovanni avverte una misteriosa esplosione dei sensi e da quel momento in poi la sua natura si trasforma: in tre soli anni, da timido impiegato di banca e marito fedele diventa direttore, tombeur de femmes e il più riverito e stimato esperto di vino in Italia...proprio come aveva predetto l'enigmatico "Professore" che lo aveva convinto ad assaggiare quel primo bicchiere di vino. Accusato dell'omicidio di sua moglie Adele, Giovanni viene messo sotto torchio dal commissario Sanfelice ed è costretto a ricostruire gli ultimi tre anni della sua vita, dominati da un'unica e folle passione: il vino.


GENERE: Drammatico
ANNO: 2014
REGIA: Ferdinando Vicentini Orgnani
ATTORI: Vincenzo Amato, Pietro Sermonti, Daniela Virgilio, Giovanna Mezzogiorno, Lambert Wilson

FOTOGRAFIA: Dante Spinotti
MONTAGGIO: Alessandro Heffler
PRODUZIONE: Alba Produzioni
DISTRIBUZIONE: Nomad Film
PAESE: Italia
DURATA: 102 Min



Marco Chiani
Funzionario di banca e sedicente astemio, Giovanni Cuttin incontra il Professore e i suoi tre strambi assistenti, Marco, Matteo e Luca. Basta un sorso di Marzemino bevuto insieme a loro perché le porte di un mondo nuovo gli si schiudano: in breve, Giovanni diventa direttore della sua filiale e raffinato esperto di vini, ossessionato dal collezionismo di pregiatissime bottiglie. La moglie Adele fa presto a scoprire le sue tresche, del resto ora è anche amatissimo dalle donne, e quanto spenda per avere nettari sempre più costosi nella sua cantina. Una mattina, però, il commissario Sanfelice bussa alla porta.
Liberamente ispirato al romanzo "Vino dentro" di Fabio Marcotto, il film diretto da Ferdinando Vicentini Orgnani ha un gradevole sapore da commedia al quale si abbina presto una corposa fragranza nera con retrogusto misterioso-mefistofelico. Si può apprezzare la riproposizione dell'imperituro patto faustiano, nel segno di un Don Giovanni mozartiano apertamente citato, oppure rimanere infastiditi da un'apparente mancanza di originalità che, a ben vedere, è lecita riscrittura.
Chi accetta il gioco può senz'altro divertirsi con la figura di quest'uomo improvvisamente inebriato dal vino e dall'autorità («Ci ho messo un secondo per abituarmi al potere» dirà) che deve vedersela con un commissario di polizia animato dalla sua stessa passione, sullo sfondo di pertinenti citazioni letterarie (Il maestro e Margherita) e cinematografiche (Una pura formalità). Dopo una parte iniziale eccessivamente frammentata, infatti, l'interrogatorio di Giovanni da parte dell'attento Commissario Sanfelice regge bene il castello dei flashback, andando a costituire la struttura in grado di dirimere, per quanto possibile, un'oscura vicenda che rimanda ad un disegno destinato a ripetersi. Nonostante il tema portante sia quello del legame che tentò molti, non c'è traccia di pretenziosità nella sceneggiatura del regista e di Heidrun Schleef grazie ad un insieme ben congegnato di situazioni brillanti e di personaggi di contorno che riescono a ridimensionare le ambizioni metafisiche nel solco di un rilassato divertimento.
Girato in locations trentine, Vinodentro può contare su contributi tecnici di primo piano come la luminosa fotografia di Dante Spinotti e l'ispirata colonna sonora di Paolo Fresu. Vincenzo Amato e Pietro Sermonti ben si accordano su un registro nero-brillante in linea con l'animo di tutta l'operazione, mentre Lambert Wilson profonde al Professore la giusta dose di raffinata ambiguità







VINI PROPOSTI DURANTE LA DEGUSTAZIONE

SECONDA SERATA



 
Ferrrari
IL SOGNO 1902: Il mito Ferrari nasce da un uomo, Giulio Ferrari, e dal suo sogno di creare in Trentino un vino capace di confrontarsi con i migliori Champagne francesi. Pioniere: è lui che per primo intuisce la straordinaria vocazione della sua terra, lui che per primo diffonde lo Chardonnay in Italia.
L'EVOLUZIONE  1952: Non avendo figli, Giulio Ferrari cerca un successore a cui affidare il suo sogno.
Fra i tanti pretendenti sceglie Bruno Lunelli, titolare di un'enoteca a Trento.
OGGI : La terza generazione della famiglia Lunelli mantiene vivo il sogno Ferrari.
Azienda Agricola Salizzoni - Calliano, TN
Nata nel 1986 si trova nel centro storico di Calliano nel cuore del “campo vitato” della Vallagarina. Cinque ettari di vigneto che si estendono nei comuni di Calliano, Nomi e Isera.
La cantina è ricavata nell’antico Palazzo Valentini di epoca settecentesca dove si effettuano vinificazioni e e affinamento in piccoli carati di rovere.
Il Marzemino, senza ombra di dubbio, vitigno autoctono trentino. La leggenda narra sia stato importato in Italia da una antichissima città chiamata Merzifon, sul Mar Nero. La gente che aveva combattuto la guerra di Troia, immigrando sulle coste dell'adriatico, aveva portato con sè uno dei suoi beni più preziosi, l'uva marzemino.
Mozart ha celebrato la bontà del Marzemino citandolo nel suo Don Giovanni: "Versa il vino, eccellente Marzemino!" ma il Marzemino è famoso anche come il vino dei dogi e degli imperatori, perché non mancava mai sulle tavole dei nobili.
MARZEMINO: coltivato nei comuni di Nomi, in località "All’Onda", e di Isera, in località "La Vigne".
Due zone con caratteristiche diverse date dalla composizione dei terreni: basaltici, ovvero vulcanici, e calcarei.
È prodotto con una percentuale di uva appassita in fruttaio.
colore: rosso rubino intenso; profumo: delicato, caratterizzato dalle note di frutta rossa e di viola mammola
gusto: pieno, con buona struttura e con retrogusto leggermente amarognolo
Fermentazione: acciaio inox, 10 giorni Affinamento: acciaio inox per 9 mesi ed in bottiglia per 2 mesi
Cantine Monfort - lavis
Fondata nel 1945 a Palù di Giovo, in Valle di Cembra, inizialmente con una attività soprattutto di tipo commerciale. L'azienda vinificava l’uva dei vigneti di proprietà, ma anche l'uva acquistata da contadini della zona.
Nel 1951 l’attività fu trasferita a Lavis, prese il via la vendita all'ingrosso di mosto e vino ad altre cantine.
Nel 1965 acquisto delle cantine di palazzo Monfort e negli anni 80 nasce il marchio Casata Monfort .
Attualmente l'azienda è gestita dalla quarta generazione.
TEROLDEGO ROTALIANO Doc
ZONA DI PRODUZIONE: Trentino – Piana Rotaliana (300 m); TERRENO: Alluvionali limoso; SISTEMA DI ALLEVAMENTO: Pergola trentina ; UVE: Teroldego Rotaliano 100%
VINIFICAZIONE: Fermentazione a contatto con le bucce, malolattica e affinamento in serbatoi di acciaio inox, poi in bottiglia per qualche mese.
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: Colore rosso rubino intenso con riflessi porpora. Profumo intenso, fruttato di more e mirtilli. Sapore pieno, caldo, con rotonda morbidezza, di corpo.

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