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IL CINEMA DIFFUSO 2010-2011

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IL CINEMA DIFFUSO
SGUARDI D'AUTORE SUL MONDO

INFORMITALIA  
Cinecircolo Giovanile Socio Culturale  "DON BOSCO"
propone presso il

Cinema TEATRO SOCIALE di Verbania-PALLANZA





ore 21:00    
SALA 2


Biglietti singole proiezioni :  € 3,00

“Piemonte al Cinema. Il Cinema Diffuso” compie sedici anni. Nel corso di questo lungo periodo la manifestazione si è rivelata fondamentale per la promozione e la diffusione della cultura cinematografica. La volontà di dare spazio a fasce di pubblico normalmente trascurate e alle giovani generazioni si è concretizzata anche quest’anno in un’offerta molteplice e variegata che sarà in grado di soddisfare gli spettatori più esigenti, attenti e partecipi.Le quaranta realtà coinvolte per la stagione 2010-2011 potranno costruire le proprie rassegne scegliendo tra una rosa di 22 film in cartellone: avranno così l’opportunità di creare percorsi personalizzati che permettano al pubblico del territorio di scoprire autori, opere e generi spesso poco frequentati. Anche quest’anno le pellicole sono state selezionate con l’intento di offrire una panoramica quanto più ampia possibile su tendenze e Paesi differenti e di valorizzare sia la produzione europea che quella extraeuropea. Cinque le opere prime presentate: si parte con Ben X, esordio alla regia del critico e scrittore belga Nic Balthazar, per passare a Fratellanza -Brotherhood del danese Nicolo Donato, premiato a Roma; Indovina chi sposa Sally, dell’irlandese Stephen Burke, riporta sulle scene Sally Hawkins in una commedia moderna, romantica ma non troppo, mentre Oltre le regole dell’israeliano Oren Moverman, Orso d’argento a Berlino, si concentra su uno degli aspetti meno rappresentati della guerra in Iraq; si conclude con l’acclamatissimo A Single Man, del neoregista e affermato stilista Tom Ford che ha conquistato la Coppa Volpi a Venezia per l’intensa interpretazione di Colin Firth. Ai loro primi passi nel lungometraggio, altri due registi: l’americano Max Mayer, che in Adam racconta una delicata (e non semplice) storia d’amore, e Martin Provost vincitore con Séraphine di due premi César. Come da tradizione, “Il Cinema Diffuso” non tralascia le più incisive pellicole di autori affermati nel panorama internazionale: da Wathever Works del prolifico Woody Allen al divertente e commovente Il concerto di Radu Mihaileanu, dall’Iraq di Paul Greengrass e del suo Green Zone al più intimista Genova di Michael Winterbottom; e ancora tre commedie d’autore firmate da Ken Loach ( Il mio amico Eric), Emir Kusturica ( Promettilo!) e Fatih Akin ( Soul Kitchen), oltre all’intenso Il nastro bianco di Michael Haneke, Palma d’oro a Cannes. Non mancano due premi Oscar - il giapponese Departures e l’argentino Il segreto dei suoi occhi - e sguardi critici sul passato ( Il canto delle spose) e sulla contemporaneità ( Il profeta e Welcome). Per finire, due tra i titoli più significativi della produzione italiana: La prima cosa bella di Paolo Virzì e L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, ormai considerato una delle promesse del nostro cinema.“Piemonte al Cinema. Il Cinema Diffuso” prosegue lungo la strada tracciata confermandosi come punto di riferimento imprescindibile nell’ambito delle iniziative di promozione e decentramento culturale sostenute sul territorio dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. Ci auguriamo che anche quest’anno l'intenso lavoro organizzativo, l’ampia rosa dei film in programma e la collaborazione degli esercenti confermino ancora una volta il successo dell'iniziativa.




PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

Giovedi 11.11.2010

IL PROFETA

Giovedi 18.11.2010

BEN X

Giovedi 25.11.2010

IL CANTO DELLE SPOSE

Giovedi 02.12.2010

PROMETTILO!

Giovedi 16.12.2010

GENOVA

Mercoledi 12.01.2011  

INDOVINA CHI SPOSA SALLY


SCHEDE DEI FILMS


Giovedi 11 novembre 2010  -   IL PROFETA

Regia: Jacques Audiard.
Sceneggiatura: Abdel Raouf Dafri, Nicolas Peufaillit, J. Audiard, Thomas Bidegain. Fotografia: Stéphane Fontaine. Musica: Alexandre Desplat. Montaggio: Juliette Welfling. Scenografia: Michel Barthélémy. Costumi: Virginie Montel. Interpreti: Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif, Reda Kateb, Jean-Philippe Ricci, Hichem Yacoubi, Antoine Basler, Gilles Cohen. Produzione: Why Not Productions, Chic Films, Page 114, Bim, France 2 Cinéma, Ugc Image, Bim. Distribuzione: Bim. Origine: Francia, 2009. Tit. originale: Un Prophète. Durata: 149'.
  
Bellissimo film sulla carriera in prigione di un carcerato, molto simile a tante carriere che avvengono fuori del carcere. Un ragazzo arabo di diciannove anni comincia la sua detenzione. Deve scontare sei anni. È più giovane e più fragile di molti altri carcerati, ma anche più intelligente, scaltro e deciso a non lasciarsi sopraffare. È analfabeta, così la sua prima iniziativa è quella di iscriversi alla scuola interna, di imparare a leggere e scrivere, di acquisire qualche nozione. È debole e sa di non poter sopravvivere da solo, di doversi porre al servizio del più forte: non sceglie il gruppo dei suoi simili ma il clan dei còrsi e il loro capo Niels Arestrup. Accetta di sottoporsi alle prove che gli vengono imposte, anche un assassinio particolarmente atroce. Quando comincia a poter uscire per andare a lavorare, entra nel giro dell'attività dei còrsi, acquista potere, alla fine si sostituisce al boss.
Istruzione, servizio, passaggio di potere: dentro e fuori il carcere, specchio della società, le tappe sono le stesse. La prigione de Il profeta non somiglia a nessuna: niente grida né rumori ossessivi, invece una calma inerte e sonnolenta da ospedale; nessuna violenza gratuita, soltanto la ferocia necessaria a sopravvivere; nessuna emozione inutile o rischiosa come il senso dell'onore o la prevaricazione, invece una sorta di pigrizia abulica. Con originalità, tutto è raccontato benissimo: forse non realisticamente, o forse con un realismo meno superficiale del solito, più appassionante. La carriera del carcerato (Tahar Rahim, perfetto) viene seguita con calma, ma con il ritmo giusto: l'analogia tra mondo chiuso e mondo aperto restituisce la medesima mancanza di libertà.


Giovedi 18 novembre 2010      -   BEN X

Regia, sceneggiatura: Nic Balthazar. Fotografia: Lou Berghmans. Musica: Praga Khan. Montaggio: Philippe Ravoet. Scenografia: Kurt Loyens. Costumi: Heleen Heintjes. Interpreti: Greg Timmermans, Laura Verlinden, Marijke Pinoy, Pol Goossen, Titus De Voogdt, Maarten Claeyssens, Jakob Beks, Gilles De Schryver. Produzione: Mmg, Bos.Bros. Distribuzione: One Movie. Origine: Belgio/Olanda, 2007. Tit. originale: Ben X. Durata: 90'.
  
Ben X non è Donnie Darko. Però gli somiglia un po'. Adolescente con la testa tra i microchip del computer, ossessionato dal gioco di ruolo fantasy online Overlord (dove è un eroe nerboruto), mezzo muto (sindrome di Asperger) e maltrattato dai compagni, Ben (Greg Timmermans) ha ottimi voti ma sembra votato al martirio. Quando i bulli lo filmano con i cellulari costringendolo a starsene mezzo nudo in classe, Ben dovrà decidere come vendicarsi. Riuscirà a essere forte nella realtà? Romanziere e poi regista, Balthazar spinge su adolescenza frustrata, virtuosismo (quasi tutto il film è dal punto di vista di Ben) e ossessione del virtuale, che è croce e delizia dei nostri tempi. Trionfo al Festival di Montreal nel 2007 per un esordio di grande personalità. Distributivamente parlando, meglio tardi che mai. La risposta europea a Donnie Darko ha anche un protagonista che ricorda il giovane Bruno Ganz. Per cui vale proprio la pena di andarlo a vedere.
Francesco Alò, Il Messaggero


Giovedi 25 novembre 2010  -   IL CANTO DELLE SPOSE

Regia, sceneggiatura: Karin Albou. Fotografia: Laurent Brunet. Musica: François Eudes. Montaggio: Camille Cotte. Scenografia: Khaled Joulak. Costumi: Tania Shebabo-Cohen. Interpreti: Lizzie Brocheré, Olympe Borval, Najib Oudghiri, Simon Abkarian, K. Albou. Produzione: Gloria Films, France 3 Cinéma, Canal +, Cinecinema, Procirep, Angoa-Agicoa. Distribuzione: Archibald Film. Origine: Francia, 2008. Tit. originale: Le Chant des mariées. Durata: 100'.
   
Secondo lungometraggio della regista franco-tunisina Karin Albou, Il canto delle spose è una storia al femminile ambientata nella Tunisi del 1942. Le sedicenni Nour, musulmana, e Myriam, ebrea, sono amiche da sempre. A mettere a rischio il loro rapporto intervengono l'invasione nazista del Nordafrica e il fidanzamento di Nour con Khaled, che diventa collaborazionista. Karin mette in scena un film forte e sensuale, introducendo lo spettatore nell'intimità di un gineceo fino a fargli provare la sensazione di respirare aromi di pelli femminili. Ma risolve ogni situazione con delicatezza: come nella scena della depilazione del pube di Myriam, dove l'inquadratura sembra fondere le due giovani in una sola persona.
Roberto Nepoti, La Repubblica


Giovedi 2 dicembre 2010   -  PROMETTILO!

Regia: Emir Kusturica. Sceneggiatura: E. Kusturica, Ranko Bozic. Fotografia: Milorad Glusica. Musica: Stribor Kusturica. Montaggio: Svetolik Mica Zajc. Scenografia: Radovan Markovic. Costumi: Nebojsa Lipanovic. Interpreti: Uros Milovanovic, Marija Petronijevic, Ljiljana Blagojevic, Aleksandar Bercek, Kosanka Djekic, Miki Manojlovic, Stribor Kusturica, Vladan Milojevic. Produzione: Fidélité Productions, Rasta International, France 2 Cinema, Studiocanal, Canal +, Tps Star. Distribuzione: One Movie. Origine: Francia/Serbia, 2007. Tit. originale: Zavet. Durata: 126'.
  
C'è ancora chi si stupisce delle distribuzioni italiane. Del The road che non uscirà, quando intere cinematografie di grandi autori da noi sono sconosciute. E persino cineasti che da noi hanno sempre avuto un buon successo, ora rimangono fondi di magazzino: Emir Kusturica, ad esempio, si vede uscire il suo Promettilo! a 33 mesi dalla presentazione a Cannes. E dire che il nostro non meritava un esilio tanto lungo, essendo tornato senza clamorosi picchi al suo cinema migliore. Tra amore, morte e un carnevale malinconico fatto di facce sballate, sguardi spiritati, una costumista ispirata. Tra colori e musiche inconfondibili (merito del figlio Stribor Kusturica, qui in gran forma anche come attore). Ci regala una commedia umana che parte da uno spunto surreale: tre promesse in punto di morte, una più strana dell'altra. E la prima, attenzione, è trovare una mucca!
L'autore di Sarajevo si permette di ridere sulla maltrattata storia del suo popolo - anzi, dei suoi popoli - dalla Seconda Guerra Mondiale alla disintegrazione della Jugoslavia, con una battuta - "ci bombardano per amore, non come in Polonia" - ci dice la sua sul Kosovo, forse sull'Iraq e persino sulla sua faziosità pro regime serbo che tanta rabbia gli ha attirato addosso (ma provateci voi a sopravvivere nella guerra tra bande dei Balcani).
Il talento è lo stesso di sempre, anche nelle esagerazioni di sceneggiatura e di follia visionaria, e ci ricorda come il cinema migliore sia, sempre più spesso, a Est: come in quella ex Jugoslavia martoriata che offre, a getto continuo, cinegioielli, dalla Serbia alla Slovenia. Passando, appunto, per Kusturica.
Boris Sollazzo, Liberazione
    


Giovedi 16 dicembre 2010   GENOVA
   
Regia: Michael Winterbottom. Sceneggiatura: M. Winterbottom, Laurence Coriat. Fotografia: Marcel Zyskind. Musica: Melissa Parmenter. Montaggio: Paul Monaghan. Scenografia: Mark Digby. Costumi: Celia Yau. Interpreti: Colin Firth, Catherine Keener, Hope Davis, Willa Holland, Perla Haney-Jardine, Margherita Romeo, Alessandro Giuggioli, Dante Ciari. Produzione: Revolution Films, Film4, Uk Film Council, Aramid Entertainment Fund, Hanway Films. Distribuzione: Officine Ubu. Origine: Gran Bretagna, 2008. Tit. Originale: Genova. Durata: 92'.
    
Colin Firth è Joe, papà dell'adolescente Kelly e della decenne Mary. Mamma Marianne è deceduta in un incidente d'auto sulle strade ghiacciate del Nord America durante un dolorosissimo e palpitante prologo. Le bimbe, in macchina con la madre, hanno sul corpo solo qualche graffio, ma nella mente un ingombrante rimorso per la dinamica dell'accaduto. Joe decide subito di partire, di cambiare aria, di non far macerare nella stasi perenne gli amabili resti dell'improvvisa mancanza. Accetta di tenere un corso universitario a Genova, acquista una vecchia casa del centro, comincia a lavorare al mortaio per fare il pesto. Di qui in avanti ogni personaggio del puzzle familiare compirà piccoli slittamenti sentimentali per ritrovare la serenità perduta: Kelly incontrerà la sua "prima volta"; Mary, a tu per tu con le apparizioni della madre, si perderà tra i vicoli; Joe dimostrerà di essere prima di tutto padre, anche di fronte a nuove svolte del cuore.
Winterbottom si riappropria e riaggiorna il tema della perdita e dello smarrimento, come nel suo Wonderland, e costruisce con ostinazione un film fatto di affetti, di linee sottili e sensibili dell'anima. La macchina da presa si trasforma in oggetto furtivo, contundente, frammentario, schizzandosi perfino di acqua nelle sequenze dei bagni in mare. E lo sguardo su Genova, tra muratori, vecchietti e musulmani in preghiera è sereno, curioso, mai prefabbricato. Infine un'aria di totale libertà formale e poetica sembra pervadere il film: un bacio rubato per Joe, Mary che finisce tra le prostitute dei vicoli, Kelly che non mette il casco per andare in motorino. Genova è rinascita dello spirito e del corpo, elaborazione potente del lutto.
Davide Turrini, Liberazione



Mercoledi 12 gennaio 2011   INDOVINA CHI SPOSA SALLY - HAPPY EVER AFTERS
    
Regia, soggetto, sceneggiatura: Stephen Burke. Fotografia: Jonathan Kovel. Musica: Sponge Music. Montaggio: Guido Krajewski. Scenografia: John Hand. Costumi: Aisling Wallace Byrne. Interpreti: Sally Hawkins, Tom Riley, Jade Yourell, Ariyon Bakare, Sinead Maguire, Tina Kellegher, Stanley Townsend, Susan Fitzgerald. Produzione: Newgrange Pictures. Distribuzione: Lucky Red. Origine: Irlanda, 2009. Tit. originale: Happy Ever Afters. Durata: 103'.
   
Da quando ha girato La felicità porta fortuna, Sally Hawkins sembra abbonata ai ruoli di ragazza carina e un po' imbranata che respira gioia di vivere. In Indovina chi sposa Sally, si ritrova nel bel mezzo di nozze caotiche: un matrimonio bianco, il suo, e uno "normale", quello di due sconosciuti che condividono con lei la sala dei festeggiamenti.
Se i codici tipici della commedia romantica svelano ben presto quello che sarà lo svolgimento della storia, Stephen Burke si diverte ad aggirarli per regalarci un film allegro e fresco, lontano dagli standard americani. Con personaggi fortemente caratterizzati - una sposa nevrotica, un suocero isterico, un ragazzino incontenibile… - Indovina chi sposa Sally si prende l'originale libertà di "distruggere" i sogni di una trentenne riguardo all'istituzione del matrimonio e a questo giorno sacro e agognato. Interpretato da attori entusiasmanti, l'umorismo che ne emerge è burlesco, e le situazioni rocambolesche. Prendendo la strada della commedia più che quella del film romantico, Stephen Burke certo non reinventa il genere, ma riesce a evitare abilmente luoghi comuni e sviolinate. E questa è già una piccola rivoluzione.
Marion Haudebourg


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